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Due ragazzi innamorati come noi, 2 africani in questa Europa.   Con le mani fredde, scrivo di questo cuore caldo, sorridente, accogliente e tante volte fragile. Scrivo di un amore  mai provato, forse ... un amore autunnale, un amore cresciuto piano piano, un amore alimentato da parole sincere, desideri soffocati da impegni quotidiani Noi due, africani, tu della Nigeria ed io dell'Angola, ma che grazie a questa bella Italia ci siamo innamorati. sei così totalmente africano, forse è il tuo essere nigeriano che ti distingue dal mio essere non pienamente angolana. Parlo! Quasi arri8vi ad urlare, urla d'amore. voglio viverti, adesso voglio esser4ci, adesso sono pronta per quel domani e quest'oggi che rappresenta il futuro che vorrei assieme a te. So che per te stare insieme in un paese straniero non è la stessa cosa, ma ti devi integrare. Qui in Italia ci sono leggi severe, leggi donde in Africa non vengono rispettate da molti. Esistono diritti e doveri more mio, diritti che ci ...
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LE STAGIONI DELL'ANIMA.  Parlo di te, perché rappresenti la donna che sono. Africana, in cerca dell'America in questa Europa tanto speranzosa.    Mia madre aveva 28 anni, quando cambiò la vita verso un estremo consapevole della lotta contr4o ogni potente censura della chiusura del genere umano e ei rischi economici che poteva incontrare, costringendola a cercare una realtà migliore lontana da guerre e soprattutto fame.  Oggi anch'io senza programma, con la mia storia e consapevolezza cerco una voce. le storie di migrazione possono muovere la sensibilità di chi accoglie, con un approccio pragmatico. c'é un dislivello tra lusso e diritto. emigrare é spaccare questa diversità e frontiere in tutti i sensi. oggi stiamo cambiando l'approccio culturale cercando verità.  Arrivo da lontano con gentilezza, vivendo tutto il fenomeno migratorio con cura e saggezza. Poiché a 19 anni ero ingenua, raffinata, e delle volte  possedevo quella determinazione spaventabile. un ...
 DONNA    In questa giornata internazionale contro la violenza delle donne, faccio questo mio piccolo omaggio a tutte noi donne.  Donne che si trovano bloccate nella vita per questioni soprattutto di guerre. Guerre interne ed esterne.  Qual'è   la cosa peggiore nell'essere una donna che dalla nascita vivono ancora altre battaglie, battaglie interne, noi così fragili ma lucidamente determinate. L violenza contro noi donne deve essere una battaglia da vincere. Oggi nel XXI secolo non possiamo ancora accettare che una donna è morta per aver amato un uomo, oppure è stata segregata dalla sua libertà perché vietata di sentirsi libera, beh direi che il mondo ancora è molto marcio. la donna deve essere stretta al cuore, perché è rivoluzione e certezza, la donna è capace di porre fine al sistema che l'uomo fa girare intorno a sé rendendola debole. credo che la donna debba essere definita un tempio, in continua evoluzio9ne e soprattutto rivoluzione.  perché...
A VOLTE SI CAMBIA I  miei sentieri, delle volte sono stati strade intraprese senza un filo logico, fatte di scelte prese al volo e indotte da un istinto irrazionale. Siamo e non siamo consapevoli che è nell'innocenza della consapevolezza dove nasce il nostro “io”, la nostra storia comincia a prendere forma e, noi, nell'aprirci al mondo e donarci alle persone, per paura ci perdiamo, ci possediamo e ci deludiamo; provando dolore. Cos'è infondo il dolore? Qualcuno, direbbe che la solitudine totale sia dolore, il pizzicotto agonizzante potrebbe essere una forma di dolore, ma per me il dolore rappresenta la forma più ironica di vivere la vita, la forma più irrefrenabile di prendere le decisioni indecise, la parte più minuta dell'essere insicuri in tutto, questo è DOLOROSO. 
Una destinazione, un viaggio , un sogno! “ Perugia, città d'arte, ricca di storia e monumenti, fondata dagli Etruschi, polo culturale della regione dell'Umbria, meta turistica e sede universitaria”. Era il quanto sapeva riguardo alla città nella quale decise di trasferirsi 5 anni fa. Sandra era una ragazza che proveniva dall'Angola, per la quale nutriva un amore profondo e smisurato. L 'Umbria la conquistò. Decise di intraprendere gli studi in filosofia, aveva una grande forza di volontà e la determinazione non le è mai mancata. Aveva solo 19 anni, era una ragazza ingenua, raffinata, e delle volte possedeva quella determinazione spaventabile anche a se stessa. Ancora una volta, ero lì, io unitamente ai miei pensieri, solamente noi, in un mondo così generoso, ma forse troppo nobile per entrambi: due anime smarrite, e soffocate da questo luogo, così diverso da quello per cui uno si aspetta dalla vita, e per il quale si lotta. Spesso, mi domandavo:...
Quello vero, prima o poi arriva! parte II Cosa c'è di più bello? Cosa veramente è più della parola Amore, nel darlo e nell'avere possibilità, ossia fortuna, ed essere degna di tale modalità di affetto sentito?  Io sono alla ricerca del mio enigma del verbo amare, sulla coniugazione in un tempo, come;” voglio amare”...ahimè!  Non riesco nei miei piccoli viaggi mentali, viaggi meramente confusi di cui nemmeno essendo la sottoscritta, nemmeno così riesco a capire e cogliere determinati sensi, sensi appanati. Ma sono questi viaggi, e per questi viaggi per cui lotto e difendo le mie ali, poiché senza loro non sono, non esisto, e non posso appartenermi e di conseguenza appartenere ad un sistema. L'amore equivale ad appartenere. Non parlerò di me, no, oggi non lo farò, ma è da me che escono certi pensieri, certe osservazioni, è il mio punto di vista questo, l'amore, quell'amore di cui stento e tento a parlare e a forza di parlarne, prima o poi arriver...
    MIA MADRE, LA DONNA CHE SONO         Africana, in cerca dell'America in quella Europa tanto speranzosa, mia madre aveva 28 anni, la prima volta che decise di cambiare la sua vita verso l'estremo, un estremo consapevole di lottare contro ogni potente censura della chiusura del genere umano, consapevole anche, di quei rischi economici che poteva incontrare: rischi per cui la costringevano a cambiare, cambiare per una realtà migliore della sua tanto amata terra Angolana. Avvolta in una situazione invivibile, dalle insopportabili guerre civili di cui non aveva più intenzione di viverle e far vivere a me, la sua tanto amata piccola Neusa. D'altronde  a volte la vita pare ingiusta. D'altra parte, eccomi qua, lottando in questa terra tanto cara quanto difficile, ma allo stesso tempo tanto bella e grata. Competere con una  realtà rispecchiata negli occhi di bambini bisognosi, nostalgica di una madre e la voglia di un futuro leggero insieme prev...